L’omino
è per me il frutto di un’operazione di sottrazione assoluta, che ha come punto di arrivo l’essenziale, la forma più semplice, piccola e pura di umanità, ciò che tutti noi, andando a scavare (e togliendo più possibile), abbiamo dentro.

Ho creato per il mio omino un mondo salubre, ribaltato e bello, un mondo del futuro,
profondamente mutato, forse allagato, sommerso, sottosopra, dove regnano nuovi, meravigliosi rapporti di equilibro fra uomini, animali e natura.

Nuovi ecosistemi in cui ciò che era molto lontano adesso è vicino, i balconi si affacciano sulle stelle, i germogli migliori nascono in scenari sottomarini.